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Da ‘Dogman’ di Garrone ad ‘Hammamet’ di Amelio, Rai Cinema è crossover

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Pubblicato il: 11/04/2018 15:32

di Antonella Nesi 

Dal potente ‘Dogman’ di Matteo Garrone, il film che prende spunto dalle cronache sul ‘canaro’ della Magliana e che ha buone possibilità di approdare al festival di Cannes tra meno di un mese, ad ‘Hammamet’ di Gianni Amelio, di cui si sa per ora soltanto il nome ma non è difficile immaginare che riguarderà l’epilogo della vicenda umana e politica di Bettino Craxi. E ancora: Pierfracesco Favino nei panni di Tommaso Buscetta per ‘Il traditore’ di Marco BellocchioSergio Castellitto in quelli del medico di Lampedusa Pietro Bartolo in ‘Lacrime di sale’ di Maurizio ZaccaroPif attore per Daniele Luchetti in ‘Momenti di trascurabile felicità’ e il ritorno on the road di Gabriele Salvatores con ‘Se ti abbraccio non aver paura’, in cui dirige Claudio Santamaria e Diego Abantuono.

Mentre mancano poche ore allo scioglimento delle riserve sui titoli che sfileranno sulla Croisette (insieme a Garrone sono in ballo diversi altri titoli, tra cui ‘Euphoria’ di Valeria Golino e ‘Les Estivants’ di Valeria Bruni Tedeschi), l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco (quasi afono dopo i festeggiamenti per l’impresa dei giallorossi all’Olimpico) fa il punto annuale sulle produzioni in uscita e in cantiere della consociata Rai che – sottolinea – “anche nel 2018 investirà oltre 70 milioni di euro, una cifra consistente se si pensa che fino a 5-6 anni fa si aggirava sui 30-40 milioni l’anno, destinata ad aumentare ulteriormente in futuro grazie alla nuova legge sul cinema”.

Confermato il “cambiamento di rotta” dell’anno scorso, che ha allargato a nuovi linguaggi l’orizzonte della produzione (dal musical ‘Ammore e malavita’ alla commistione tra doc e finzione di ‘A Ciambra’, all’animazione de ‘La Gatta Cenerentola’, solo per citarne alcuni), con una linea editoriale inclusiva che cerca di accontentare “tutti i pubblici”, in ottemperanza anche alla mission di servizio pubblico, e con risultati notevoli (“da due mesi e mezzo 01 Distribution è al primo posto negli incassi, con una quota di mercato tra il 16 e il 17% davanti a tutte le major”). “Le nuove e future produzioni di Rai Cinema – ha detto Del Brocco – si definiscono seguendo alcune salde linee di indirizzo: innovazione, investimento sui giovani talenti, sostegno agli autori più affermati, sviluppo delle coproduzioni internazionali, film per il grande pubblico“.

Tante le produzioni destinate a suscitare grande attenzione. Per quello che Del Brocco definisce “cinema senza frontiere”, ovvero le coproduzioni internazionali sono in arrivo ‘Todos lo saben (Tutti lo sanno)’, il nuovo film di Asghar Farhadi con Penelope Cruz e Javier Bardem, ‘Il peccato’, il film di Andrei Konchalovsky su Michelangelo, ‘Opera senza autore’ di Florian Henckel von Donnesmarck (il regista premio Oscar de ‘Le vite degli altri’ che qui racconta la storia dell’artista Kurt Barnert a cavallo della Seconda Guerra Mondiale), ‘Il libro delle visioni’ di Carlo S. Hintermann prodotto da Terrence Malick e ‘Les Estivants’ di e con Valeria Bruni Tedeschi, dove si racconta una vacanza in Costa Azzurra di una donna che, immersa nelle dinamiche della famiglia d’origine, deve gestire la fine della sua relazione e la scrittura del suo prossimo film.

Sul fronte del cinema italiano, sono in arrivo: ‘Notti magiche’, il giallo di Paolo Virzì, che prende le mosse nella notte di Italia ’90 in cui la Nazionale viene eliminata ai rigori dall’Argentina, quando un noto produttore cinematografico viene trovato morto nelle acque del Tevere e i principali sospettati diventano tre giovani aspiranti sceneggiatori; ‘Lazzaro felice’ di Alice Rohrwacher con Adriano Tardiolo, Luca Cikovani, Agnese Graziani e Alba Rohrwacher; ‘Ricordi?’ che segna il ritorno di Valerio Mieli dopo ‘Dieci Inverni’ e che racconta una grande storia d’amore con il volto di Luca Marinelli; l’esordio alla regia di Valerio Mastandrea con il drammatico ‘Ride’; ‘Il primo re’ di Matteo Rovere che punta al mercato internazionale raccontando la storia di Romolo e Remo e girando il film in latino arcaico; ‘Euphoria’ di Valeria Golino che racconta di due fratelli, interpretati da Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea, costretti a riavvicinarsi dopo anni; la commedia ‘Ricchi di fantasia’ di Francesco Miccichè, interpretata da Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli, nei panni di una coppia strampalata di amanti. In cantiere, dopo il premiatissimo ‘A Ciambra’, ‘A Chiara’ di Jonas Carpignano, ambientato anche questo nella piana di Gioia Tauro.

E se dall’estero arriveranno, fra gli altri, ‘Soldado’ diretto da Stefano Sollima sulla lotta al narcotraffico tra Stati Uniti e Messico e interpretato tra gli altri da Benicio Del Toro e Josh Brolin, e la rilettura di ‘Robin Hood’ di Otto Bathurst, non poteva mancare, nella produzione del servizio pubblico, un’ampia pagina dedicata al cinema del reale di cui fanno parte ‘La risata tra le lacrime’ di Aleksandr Sokurov, ‘The man who stole Bansky’ di Marco Prosepio con la voce narrante di Iggy Pop (unico doc italiano in concorso al Tribeca), ‘Guerra e pace’ di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti (dove i registi di ‘Spira mirabilis’ raccontano il legame indissolubile tra guerra e pace) e ‘Womanity’ di Barbara Cupisti, che racconta le storie di resilienza di quattro donne che vivono in India, Egitto e Usa.

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LACRIME DI SALE

 

Adattamento in corso d’opera dal libro “LACRIME DI SALE” di Pietro Bartolo e Lidia Tilotta – Mondadori

Sceneggiatori: Diego De Silva, Maurizio Zaccaro, Monica Zapelli

Committenti: Stemal Entertainment, IpotesICinema e Les Film d’ici

Network: Raiuno – Fiction

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«È gelida l’acqua. Mi entra nelle ossa. Non riesco a liberare la stazza dall’acqua. Uso tutta la mia forza e la mia agilità ma la lancia resta piena. E cado. Ho paura. È notte fonda e fa freddo.Siamo a quaranta miglia da Lampedusa e, se non riesco a farmi sentire subito, mi lasceranno qui e sarà la fine. Non voglio morire così. Non a sedici anni.Il panico sta per impadronirsi di me e comincio a urlare con quanto fiato ho in gola, cercando di rimanere a galla e di non farmi trascinare giù da questo mare che ci consente di sopravvivere ma che può anche decidere di abbandonarci per sempre. “Patri” urlo. “Patri.” Lui è al timone e non mi sente. La fine si avvicina, penso. Poi qualcosa accade …Ciò che non potevo sapere allora è che non solo quella notte sarebbe rimasta per sempre impressa nella mia mente ma che la mia esistenza sarebbe stata segnata da un mare che restituisce corpi e vite e che sarebbe toccato proprio a me salvare quelle vite e toccare per ultimo quei corpi.»

Pietro Bartolo è il medico che da oltre venticinque anni accoglie i migranti a Lampedusa. Li accoglie, li cura e, soprattutto, li ascolta. Queste pagine raccontano la sua storia: la storia di un ragazzo mingherlino e timido, cresciuto in una famiglia di pescatori, che si è duramente battuto per cambiare il proprio destino e quello della sua isola.E che, non dimenticando le difficoltà passate, ha deciso di vivere in prima persona quella che è stata definita la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo. Alla sua storia si intrecciano quelle disperate e struggenti di alcuni dei tanti migranti scappati dalle guerre o dalla fame, sopravvissuti non si sa come a un viaggio terribile nel deserto, fra violenze e sopraffazioni inimmaginabili, che in mare hanno spesso visto morire i loro famigliari e, nonostante ciò, non si arrendono, determinati a iniziare una nuova esistenza in Europa.

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