MONTEFELTRO FILM SCHOOL FESTIVAL

 E’ on-line il nostro nuovo sito:
http://montefeltrofsf.org

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La Line Up della terza edizione del Montefeltro Film School Festival di Pennabilli è stata pubblicata sul sito del festival montefeltrofsf.org. Incontreremo i giovanissimi allievi delle più prestigiose Scuole di Cinema Europee. Vedremo i loro film, piccole gemme di chi comincia a fare del Cinema la propria professione e al Cinema darà tutta la propria vita. Volti e nomi nuovi che da Pennabilli magari un giorno arriveranno sotto i riflettori di Cannes, Berlino o Venezia. Glielo auguriamo di cuore. Il Montefeltro FSF, anche se quest’anno in versione ridotta rispetto alle precedenti edizioni, è tutto questo. Se ancora non ci siete stati segnatevi le date (.8.9.10 dicembre) prendete la macchina, o un treno, la corriera, fate l’autostop, ma venite a farci visita nell’Alto Montefeltro! Ne vale la pena. Quello che sta per succedere in questo Borgo che Tonino Guerra scelse come “Luogo dell’Anima” non è solo un Festival di Cinema, è invece una vera Festa dedicata ai nostri ragazzi ma anche ai cittadini di Pennabilli, consapevoli di ospitare un evento unico nel suo genere in Italia.

 

 

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12 AGOSTO 2017 – ANNUNCIO DEL DIRETTORE ARTISTICO MFSF, MAURIZIO ZACCARO

In questi torridi giorni abbiamo cominciato, anche se a budget ridotto rispetto alle edizioni precedenti, la preparazione della Terza Edizione del Montefeltro Film School Festival, in Italia l’unico Festival dedicato esclusivamente alle Scuole di Cinema. L’anno scorso, quando ho chiamato sul palco tutti i nostri ospiti, provenienti da una trentina di differenti Paesi, abbiamo vissuto un momento magico, soprattutto importante. Al di là di ogni frontiera e Stato, gli studenti delle più prestigiose scuole del Cinema del mondo si erano ritrovati nel cuore del Montefeltro, a Pennabilli, per conoscersi, scambiarsi opinioni, vedere e discutere insieme ad altri coetanei i propri lavori, magari anche imparare qualcosa dalle belle masterclass che abbiamo organizzato per loro.

Mi sono cari questi ragazzi perché vedo in loro la mia vita, riconosco nei loro sogni i miei sogni di un tempo, rivedo nelle loro Scuole la mia vecchia Scuola di Cinema e rivivo i tre anni che ho trascorso in quel posto fatiscente, ricavato da un fabbricato di ringhiera, in Via Campo Lodigiano, a Milano. In quella Scuola avevo trovato finalmente qualcosa che, giorno dopo giorno, mi motivava come nient’altro al mondo e, al tempo stesso, mi cambiava la vita, al punto che l’orario serale, dalle 19 alle 22, non mi bastava più. Tant’è che andai dal preside per chiedergli di poter frequentare la scuola anche di giorno, anche la mattina, anche senza professori. Mi bastava l’accesso alle moviole, alle macchine da presa, alle luci, ai teatri e a quel po’ di pellicola che si riusciva a raggranellare grazie alle donazioni di qualche casa di produzione. Dopo un’estenuante trattativa il preside accettò la proposta e la Civica divenne per me, e un manipolo di altri allievi, la nostra vera casa, non più una scuola. Il tutto in cambio di una piccola tassa da pagare annualmente, un’inezia davvero. Cosa che aveva permesso a me, e ad altri come me, le cui finanze familiari non erano certo brillanti, di “imparare il Cinema”.

Oggi invece ci sono Scuole di Cinema alle quali si può accedere, più che per proprio merito, solo se si ha la possibilità di pagare dai sei ai dodicimila euro l’anno. Come a dire che il cinema lo può studiare, e poi fare, solo chi se lo può permettere. Ma non è detto che essere ricchi voglia automaticamente dire (a parte rare eccezioni) avere talento anzi, il più delle volte è proprio il contrario. Un Festival di Scuole di Cinema come il Montefeltro Film School Festival serve anche a questo. Ad azzerare tutti gli aspetti economici e a credere unicamente nella qualità del lavoro di questi ragazzi, nella loro intelligenza (che poi è l’unico effetto speciale che possono permettersi), nella loro umiltà di giovani apprendisti. Il resto, l’arroganza tipica dei benestanti, non ci interessa; semplicemente perché da lì non nascerà mai quel cinema autentico, credibile e sincero, in poche parole tutt’altro che “furbo”, che tanto amiamo. Quel cinema, e lo si sa da tempo memorabile, può nascere solo da una scuola pubblica e gratuita, il cui accesso per selezione è garantito a tutti e la cui tassa d’iscrizione è calcolata sulla base della condizione economica del nucleo familiare dello studente. Esattamente com’era alla Civica di Milano, alla quale va tutto il mio affetto e la mia riconoscenza.

Studiare Cinema insomma, vuol dire avviarsi verso una professione che permetterà ai ragazzi di entrare nel mercato del lavoro con dignità. Certo, saranno dei free-lance e nessuno pagherà mai loro alcuna tredicesima, non avranno alcun benefit aziendale, né una liquidazione al termine del loro percorso professionale, e la pensione che alla fine otterranno sarà fra le più basse. Ecco perché dovranno lavorare sodo, senza paura, ovunque ci sia del lavoro. A tutti costoro non ho alcun consiglio pratico da dare se non ricordare una bella dichiarazione che Orson Welles fece a un giornalista del Saturday Evening Post, nel 1962: “Io sono un pendolare. Vado dove c’è del lavoro, come un raccoglitore di frutta. Tutto ciò di cui ho bisogno sono un sorriso d’incoraggiamento e una proposta, e arrivo subito, col primo aereo.” E pensare che all’epoca, Welles aveva già girato film come Quarto Potere, la Signora di Shanghai, Macbeth, Otello e L’Infernale Quinlan.

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INTERVISTA: MAURIZIO ZACCARO, DIRETTORE ARTISTICO DEL MONTEFELTRO FILM SCHOOL FESTIVAL 2017.

I Festival normalmente vivono di grandi nomi, di glamour. Come può una manifestazione dedicata alle scuole di cinema attirare pubblico se non si conosce nessuno?

Basterebbe andare ai Festival delle Scuole di Cinema di Poitiers o Monaco di Baviera per vedere quanta gente affolla le sale delle proiezioni. Grandi nomi e glamour sono importanti per i festival generalisti, quelli che devono giustificare grandi budget. Noi siamo piccoli, molto piccoli. Con il nostro budget il Festival di Cannes si comprerebbe giusto il tappeto rosso per la Montée des Marches. Noi ci basiamo su altre cose, primo fra tutto l’altissima qualità dei film che proponiamo. Piccole gemme selezionate dopo un lavoro durato mesi. Film davvero esemplari per come sono stati concepiti e realizzati. Ma non c’è solo questo. Credo che la cosa più bella del nostro Festival, al di là della sua freschezza innovativa, stia proprio nel fatto che offriamo al pubblico i primissimi lavori di chi, magari con un pizzico di fortuna, fra una decina d’anni approderà a Cannes e vincerà la Palma d’oro. A quel punto saremo orgogliosi di aver contribuito, anche se per una minima parte, al suo percorso di autore e narratore cinematografico. Questo è il vero senso del Montefeltro Film School Festival. Tutto il resto, il disperato accalcarsi di chi cerca visibilità, è un’altra cosa e spesso finisce per confondere il Cinema con la Tv, spegnendone il valore.

Un augurio per il Montefeltro Film School Festival?

Aiutatelo a crescere e ad avere una lunga vita. Lo stesso augurio che facciamo per ogni creatura che viene al mondo fra mille difficoltà, soprattutto in questo preciso momento storico, fra crisi conclamate, guerre, carestie, muri che si alzano ovunque per dividere i popoli. Ricordiamoci che un Festival serve anche a questo, ad abbattere questi orrendi muri e a far incontrare i popoli fra loro, non a dividerli. Un festival internazionale insomma va oltre ogni confine, ogni divisione e, soprattutto se dedicato ai giovani, è un solido ponte verso il loro futuro.

O.d.G.

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Usually, Festivals have big names, glamour. How can an event devoted to film schools attract an audience if those in competition are not famous?

All you need to do is go to Poitiers Film School Festival or in Munich to see how many people flock to the film halls. Famous names and glamour are indeed important for generalized festivals, the kind that have to justify big budgets. We’re small, very small. And new. With our budget, the Cannes Festival could just about buy their red carpet for the Montée des Marches. We’re interested in other things, especially the top quality of the films we’re showing. Small gems, selected after months of hard work. Films that are truly exemplary for how they have been made and conceived. But there’s more. I think the best thing about our Festival, besides its freshness and innovation, is that we’re giving the public the very first works of those who, maybe with a hint of luck, may reach Cannes and win the Palme d’Or in a few years. At that point, we’d be proud to have contributed, even though in a small way, to the course of this artist and storyteller through pictures. This is the real sense of the Montefeltro Film School Festival. Everything else, along with the desperate attention seeking, is something quite different and often ends up turning Film into TV, making it worth less.

What do you wish for the Montefeltro Film School Festival?

Help it to grow and live a long life. This is the same thing we all wish to newborns, who come into this world despite hardships, and at this really difficult time we’re living in, amidst crisis, war, famine, walls being raised just about everywhere to divide people. Let’s keep in mind that a festival is also for this, to knock down these terrible walls and unite, not divide, people. An international festival goes beyond all borders and, especially if it’s devoted to young people, it’s a strong bridge towards their future.

O.d.G.

 

BartoloPIETRO BARTOLO, IL MEDICO DI LAMPEDUSA, PROTAGONISTA DI “FUOCOAMMARE”, SARA’ AL MONTEFELTRO FILM SCHOOL FESTIVAL IL 9 DICEMBRE PER UN DOPPIO, STRAORDINARIO INCONTRO CON IL PUBBLICO.
CINEMA TEATRO GAMBRINUS – PENNABILLI – ORE 17,00 E 21,00 – INGRESSO LIBERO AD ESAURIMENTO POSTI
PER L’OCCASIONE SARANNO NASCOSTE IN SALA 30 (15+15) COPIE OMAGGIO, AUTOGRAFATE, DEL LIBRO “LACRIME DI SALE” DI PIETRO BARTOLO E LIDIA TILOTTA – OSCAR MONDADORI. CHI CERCA TROVA, E SI TIENE IL LIBRO!
VI ASPETTIAMO!