BOOKS

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Finché scrivo, mi sento (assolutamente) sicuro. Forse scrivo solo per questo. Ma ciò che scrivo è indifferente. Basta che non smetta… Se per qualche giorno non scrivo nulla, subito mi sento smarrito, disperato, abbattuto, vulnerabile, diffidente, minacciato da mille pericoli.

Elias Canetti

Green

blue e book

Un breve romanzo diviso in due tempi “cinematograci” che scorrono paralleli. Due storie destinate a intrecciarsi fra loro. Nella prima, un’anziana attrice di prosa affronta con originale determinazione le avvisaglie dell’Alzheimer. Nell’altra, una giovane donna sfida con coraggio la malattia della persona amata, fino alle estreme conseguenze. In questa biforcazione del destino che avvolge i protagonisti di entrambi i racconti non viene dato alcuno spazio alla mestizia ma solo al paradosso, a volte involontariamente comico, che determinate situazioni portano con sé. Ovvero, la capacità d’inventarsi di tutto pur di sconfiggere, anche a costo di dolorosi sacrifici, le avversità che la vita ci riserva e, con esse, le menzogne delle multinazionali del farmaco che detengono il monopolio delle cure sulla nostra salute. “L’ultima volta che sono andato dal dottore mi ha dato tante medicine che, una volta guarito, sono stato male per un mese intero”. La battuta è di Groucho Marx.

 

 

DALLA QUARTA DI COPERTINA

PRIMO TEMPO: …Quando aveva valicato il confine fra l’essere sana o irrimediabilmente malata? Cosa stava interpretando quando, accompagnata da un irrefrenabile tremore alle gambe, si era accorta che dalle labbra non uscivano più le battute che era abituata a recitare da anni? Non se lo ricordava. Si ricordava invece con orrore l’espressione preoccupata dell’impresario che, il giorno successivo, l’aveva convocata nel suo ufficio. Era stanca forse? Aveva bisogno di riposo? Si poteva valutare una “temporanea” sostituzione. Adriana, che si era imposta di minimizzare l’accaduto, non voleva farsene una ragione, forse nemmeno capiva cosa in realtà le stava proponendo l’impresario. Sta di fatto che era stata sostituita da una collega più giovane e, come diceva lui senza tanti giri di parole, più adeguata al ruolo… 

SECONDO TEMPO: …Un tragitto breve per cui raramente si sedeva; quel giorno però si sentiva fiacca da morire, le fitte alla pancia si susseguivano senza sosta e a volte s’irradiavano alla schiena impedendole di stare in piedi. Al di là della porta dello scompartimento c’era un posto libero, e ne aveva approfittato. Nel sedile di fronte era seduta un’anziana donna, con grandi occhiali da sole e un panama in testa come una perfetta turista inglese. Forse intuendo il malessere della ragazzina, l’anziana le aveva sorriso, come per dire: coraggio, tornassi ad averli io quei dolori! Con l’arrivo del treno a Cesena, aveva detto a Mirta: Siamo arrivate? La ragazza l’aveva guardata smarrita ma poi, pensando che l’anziana donna non fosse pratica di quei posti, aveva risposto: Sì, a Cesena… deve scendere qui anche lei? Mi sembra di sì… Aveva replicato la donna, sbirciando fuori alla ricerca di qualche conferma visiva.

ISBN 8891624352 (con questo codice potete rintracciare il libro in qualsiasi libreria d’Italia)

Euro 18

E-book a 8,99 euro:

https://itunes.apple.com/it/book/bleu/id1267750354?mt=11

“Bleu”

Romanzo breve in "due tempi cinematografici"

€18,00

Green

 

UN TE’ DA CALCUTTA

Quattro racconti sceneggiati in libertà

 

 

ESTRATTO – UN TE’ DA CALCUTTA

Julio, come impiombato sul pavimento, non muove un muscolo, non parla, ma non può fare a meno di osservare i piedi della donna, le unghie laccate di un rosso impeccabile, quasi ipnotico. Come fa ad essere così perfetto se Ingrid è cieca?

Ingrid, dopo un altro sorso di tè, preme un comando della tastiera. Ordina:

INGRID: – Lettura, pagina settantuno.

Dopo un istante, la voce sintetica del computer legge:

VOCE COMPUTER: – Voglio che tu beva il mio te’. Sentirai, il profumo ti arriverà all’anima… Parlava di un te’ prezioso, giuntole da Calcutta… Un profumo acuto si spandeva nell’aria… Ella versò in una tazza la bevanda e l’offerse ad Andrea, con un sorriso misterioso. Egli rifiutò dicendo: – Non voglio berlo in tazza ma da te…- – Ora prendi un bel sorso…- Maria, teneva le labbra serrate, per contenerlo… E Andrea la baciò, suggendo da essa tutto il sorso…                                                                                        

Ingrid preme la barra spaziatrice. Il computer sospende la lettura.

INGRID: – Che ne dice, signor Navarro, bello?

Julio, sempre più a disagio, annuisce. Ingrid clicca ancora una volta il comando:

VOCE COMPUTER: – Voglio che tu beva il mio te’. Sentirai, il profumo ti arriverà all’anima… Parlava di un te’ prezioso, giuntole da Calcutta… Un profumo acuto si spandeva nell’aria… Ella versò in una tazza la bevanda e l’offerse ad Andrea, con un sorriso misterioso. Egli rifiutò dicendo: – Non voglio berlo in tazza ma da te…- suggendo da essa tutto il sorso…

Ingrid si alza, allunga nel vuoto la tazza colma di tè verso la posizione dove, secondo lei, dovrebbe trovarsi Julio. Lui, paralizzato, la fronte imperlata di sudore, arretra.

INGRID: – Voglio che tu beva il mio te’. Sentirai, il profumo ti arriverà all’anima… Parlava di un te’ prezioso, giuntole da Calcutta…

JULIO: – Signora, la prego, io…

La voce di Julio guida i movimenti della donna, che gli scivola vicino e gli porta la tazza alle labbra. Julio è costretto, suo malgrado, a bere un sorso.

INGRID: – Com’è?

JULIO: – Deve piacere a lei, signora…

“Un tè da Calcutta”

Quattro storie sceneggiate in libertà

€22,00

 Green

MAURIZIOZACCARO@CAIRO

Photo reportage from Al-Qahirah (The Cairo, Egypt)

Euro 24

CAIRO BOOK

“mauriziozaccaro@cairo”

Photo reportage dal Cairo, con commenti originali e inediti

€24,00

Green

UZBEKISTAN

 photo reportage

Euro 18

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Galina Polonskaya : “Samarcanda è antica quanto Roma e venne distrutta più volte. La città fu conquistata da Alessandro Magno e da Gengis Khan. Ma come la fenice che rinasce dalle ceneri, è sempre riuscita a risollevarsi”.

 

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Shohista Kadirova, fornaia: “Questo pane può essere cotto soltanto qui. C‘è gente che viene a comprarlo da altre città, anche dalla capitale. In nessun altro luogo sarebbe possibile fare un pane come questo”

 

Uzbekistan int 2

 

Armida Nazaryan: “Timur amava ripetere spesso: per apprezzare la grandezza del mio impero, basta guardare i monumenti che ho creato. Samarcanda deve il suo aspetto attuale in gran parte a Tamerlano e ai suoi successori”.

“Uzbekistan”

Photo Reportage dall'Uzbekistan, con commenti originali e inediti

€18,00