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2015 – IL SINDACO PESCATORE / THE FISHERMAN MAYOR

 

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Il 5 settembre 2010 sette colpi di pistola pongono fine alla vita di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore. Circa dodici anni prima Angelo, ancora solo pescatore, nauseato dal degrado e dall’incuria in cui il suo paese ed il suo mare stavano sprofondando, aveva deciso di impegnarsi in prima persona. Studiando durante le lunghe notti passate in mare, sacrificando il poco tempo libero concesso da un lavoro massacrante, aveva deciso di candidarsi a sindaco. La sua semplicità, unita ad un carisma innato avevano convinto la gente di Pollica e di Acciaroli ad eleggerlo. Il programma era semplice “per andare avanti bisognava tornare indietro”, cioè recuperare i valori del passato, far tornare Acciaroli agli splendori di una volta. La politica della legalità e del rispetto per l’ambiente. La politica dell’ascolto e del darsi da fare per risolvere i problemi. La politica che dà fastidio ai potenti e ai farabutti. In poco tempo il sindaco pescatore aveva compiuto un vera e propria rivoluzione culturale, trasformando un villaggio di pescatori in un paradiso per i circa ventimila turisti che lo frequentavano ogni estate. Purtroppo questo improvviso benessere, questa ricchezza repentina avevano attirato ad Acciaroli anche gli speculatori, gli imprenditori collusi con la malavita, gli spacciatori: la camorra. Angelo si schiera contro questi poteri in prima persona, spesso da solo. Per questo viene ucciso, lasciando nella disperazione sua moglie, i suoi figli, i fratelli, una comunità intera.
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La Repubblica 10 febbraio 2016 - Antonio Dipollina

La Repubblica 10 febbraio 2016 – Antonio Dipollina

 

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Il sindaco pescatore, con il potere delle parole il film-tv sfida le fiction degli eroi

Il sindaco pescatore cerca di essere differente rispetto alle altre fiction che raccontano storie di uomini e donne che hanno cambiato in meglio il Paese, evitando di rappresentare un eroe ma raccontandone le azioni ed il coraggio attraverso le parole

Il sindaco pescatore non è un film-tv facile: a differenza di quanto si potesse immaginare, e rispetto a come solitamente vengono rappresentati i personaggi che hanno reso migliore l’Italia a volte rischiando loro stessi la vita, la fiction di Raiunosi concentra sul protagonista senza riempire la sceneggiatura di addobbi e contorni che avrebbero potuto realizzare il classico “santino” a cui il pubblico italiano è abituato.

Gli autori del film-tv, invece, hanno lavorato a sottrazione, preferendo togliere quei possibili elementi che avrebbero potuto rendere la fiction più accattivante ma che l’avrebbero anche resa meno realistica. I dialoghi, per esempio, rispettano la naturalezza dei personaggi, primo tra tutti Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso dopo aver fatto di tutto per riportare nel suo paese i valori di giustizia e rispetto per l’ambiente. Il protagonista, interpretato da un attore di prim’ordine come Sergio Castellitto (che non delude in nessuna scena), non viene rappresentato come il tipico eroe da fiction italiana, anche se la possibilità di farlo c’era.

Vassallo poteva, infatti, rientrare tranquillamente tra coloro che, lavorando per il bene del proprio paese, sono diventati esempi di legalità e di lotta alla criminalità organizzata e che, per questo, meritano un trattamento sul piccolo schermo che li renda degli eroi dell’Italia di oggi. Il percorso intrapreso dal film-tv, però, è stato diverso: si è scelto di raccontare la storia di Vassallo, da quando decide di candidarsi alle difficoltà riscontrate nel tentativo di amministrare con ordine ed attenzione, mantenendone l’umanità e la semplicità.

Poca la musica presente, se non qualche brano inserito in alcune scene ad hoc. Molte, piuttosto, le parole presenti: Il sindaco pescatore è un film-tv parlato, che va ascoltato e compreso più che nei gesti dei protagonisti, nelle loro parole. Sono queste che permettono a Vassallo di mostrare la sua intraprendenza, il suo coraggio ed anche la sua simpatia: non c’è spazio per i primi piani, per lunghe scene con sottofondi musicali e per battute retoriche.

Proprio questa diversità rispetto ad altre fiction italiane potrebbe rendere “strana” la visione de Il sindaco pescatore, che si differenzia nel suo voler essere poco eroe e molto umano nel raccontare il protagonista. Saranno altre fiction ad unire dramma e contenuti civili (ha cercato di farlo, nei mesi scorsi, Questo è il mio paese), ma quando si tratta di raccontare la storia di un uomo che ha voluto cambiare il proprio paese e dimostrare che la giustizia non ha bisogno di orpelli per essere un valore da rispettare, meglio togliere che esagerare.

Fonte: http://www.tvblog.it/

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Il Resto del Carlino 26/01/ 2016

Il Resto del Carlino 26/01/ 2016

 

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ROMA – Applausi e commozione alla proiezione del “Sindaco pescatore” di Maurizio Zaccaro, la fiction con Sergio Castellitto , in onda lunedì 8 su RaiUno che ricostruisce la storia di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre 2010 – sicari e mandanti ancora sconosciuti – per essersi opposto alle mire del crimine organizzato sui beni ambientali dell’area del Cilento. All’anteprima nel cinema Barberini di Roma c’erano il presidente del Senato, Pietro Grasso, la famiglia di Vassallo con esponenti della Fondazione che porta il nome del sindaco, e centinaia di studenti di scuole superiori romane e l’intero cast. “Vassallo – ha detto Grasso agli studenti – era un uomo giusto, un sindaco che amava la sua terra, e gli investigatori non sono ancora riusciti a dare un volto agli assassini. Non c’è dubbio che c’è bisogno, oggi più che mai, di risposte e di verità”. “Il film mi ha emozionato molto” ha poi aggiunto al termine della proiezione “perché il personaggio e la storia spingono verso il nostro sogno che è quello di avere amministratori locali e sindaci come Vassallo, che hanno come primo scopo l’interesse dei cittadini, e cioè la trasparenza, la solidarietà, la democrazia, la libertà, lo sviluppo e il progresso”. La vicenda. “Il sindaco pescatore” ripercorre la vicenda umana e politica di Vassallo, da quando, pescatore arrabbiato per la mancanza di rispetto dell’ambiente e delle regole nel suo paese, decide di candidarsi a sindaco. Le possibilità che venga eletto, sulla carta sono praticamente nulle visto che il paese è in mano a una combriccola di affaristi; Vassallo, però, ce la fa e occupa la poltrona del primo cittadino per dodici anni, fino alla vile uccisione.

“Il paradosso è che questo film non avremmo mai voluto farlo, non avremmo mai voluto essere qui oggi” osserva Castellitto “Gli artisti, però, sono testimoni, disegnano il percorso di persone decisive per gli altri. Vassallo è stato questo. Poi, in un Paese in cui chi fa il suo lavoro con impegno, correttezza e onestà, è un eroe, è diventato un simbolo ma ha dovuto pagare lo scotto di essere ucciso. Vassallo ci insegna molte cose. Per esempio, che dietro all’idea di buona politica non può non esserci un’idea poetica che vola verso un sogno, pur non escludendo il pragmatismo e il cinismo. Lui lo ha ottenuto: per metà della sua vita ha fatto il pescatore, per l’altra il sindaco e tutto nello stesso modo. Da pescatore sapeva che chi va per mare può essere divorato perché il mare è pericoloso, comanda lui. E anche la politica è lo stesso, un luogo dove possono esserci conflitti tremendi”.

Amaro il commento di Dario Vassallo, fratello di Angelo e presidente della fondazione a lui intitolata: “Questo film servirà a raggiungere la verità. Il film si chiude con nove colpi di pistola: possibile che, quella sera, nessuno abbia sentito quei colpi? Mio fratello è stato ucciso il 5 settembre 2010; il 5 settembre 2014 nel suo paese hanno fatto la sagra del pesce e lo stesso giorno del 2015 la sagra del fico. Cos’è rimasto di mio fratello? Le chiacchiere”. Per il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto “Il film è vero servizio pubblico, una parte del racconto quotidiano che vogliamo avere con il Paese. Siamo certi che questa storia lascerà un segno nell’immaginario di quelli che avranno la possibilità di guardarlo in tv. E’ importante per la Rai provare a lasciare nella mente delle persone qualcosa che possa influenzarne il comportamento. Ognuno di noi è chiamato ad essere parte di una comunità da questo tv movie arriva un messaggio che potrà essere dunque un punto di riferimento anche per le generazioni future”.

 

 

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Episodio nº Messa in onda Telespettatori Share
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La travolgente cavalcata del SINDACO PESCATORE rappresentata dalla curva blu di RAI UNO. Grazie a tutti voi.

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Legambiente su fiction Angelo Vassallo: “Una serata di grande servizio pubblico, un esempio e uno stimolo per i tanti buoni amministratori di questo Paese”

“Vogliamo esprimere la più viva soddisfazione per il successo ottenuto dalla fiction dedicata al “sindaco pescatore” che ha portato nelle case di 7 milioni di italiani la figura di Angelo Vassallo, il racconto del suo impegno, portato avanti spesso proprio insieme a Legambiente. Ci preme ringraziare l’amministratore delegato della Rai Dall’Orto, la produzione, il regista, Sergio Castellitto e gli altri bravissimi attori, nonché la comunità di Pollica, per quella che è stata una serata di grande servizio pubblico, un esempio e un incoraggiamento per i tanti amministratori locali che si battono nelle loro comunità nel segno della legalità, della giustizia e del rispetto dell’ambiente”. Così Rossella Muroni, la presidente nazionale di Legambiente commenta la fiction “Il sindaco pescatore” andata in onda ieri in prima serata su Rai1. “Un lavoro televisivo che, al di là dell’inevitabile commozione, è stato per noi motivo di grande orgoglio – aggiunge Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania -. Un riconoscimento per le centinaia di volontari che in questi anni hanno portato avanti la loro attività a Pollica e nel Cilento, a sostegno delle battaglie e delle visioni di Angelo. È la migliore testimonianza e il miglior esempio per i sindaci dei piccoli Comuni, di quei semplici e onesti cittadini che decidono a un certo punto di prendere per mano la propria comunità e provano a mostrarle un futuro diverso e possibile. Nessuno meglio di lui ci ha saputo parlare dell’utilità dei piccoli centri e della forza che questi riescono a trasmettere all’intera nazione. Questo dovrebbe fare il sindaco, questo lui faceva meglio di chiunque altro”.

Pubblicato il10 febbraio 2016
Con la mamma di Angelo Vassallo

Con la mamma di Angelo Vassallo

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Italy mourns ‘fisherman-mayor’ who stood up to the mafia

Italians paid tribute to the mayor of a seaside town in the country’s mafia-infested south, who has become the latest casualty of the fight against organised crime.

Six thousand people huddled together along the port of the southern town of Pollica, on Friday, to pay their respects to the man who had spent a lifetime protecting the picturesque seaside resort – and died doing so.

The body of Angelo Vassallo, the “fisherman-mayor” of the seaside town in the southern Campania region, was found riddled with bullets in his car on Sunday.

Investigators have linked his death to the Camorra, the local mafia which is deeply rooted in the area around the southern city of Naples. The 56-year-old, centre-left mayor had fought tooth and nail against plans to pour more cement on an already heavily built-up coastline.

‘Hero of the Cilento’

Politicians from left and right joined in the mourning for the “hero of the Cilento”, a ragged coastal region of immense beauty that has been scarred over the years by greedy constructors accustomed to bending – and breaking – the rules, often with the complicity of local authorities.

Several party leaders and a government minister attended the funeral, while President Giorgio Napolitano sent a message of condolence, calling on police and the justice system to investigate the affair thoroughly.

But in the mafia-infested region, where suspected clan leaders go by the name of “the beast”, “the desert”, or “bang-bang”, the overwhelming feeling is that the mayor of Pollica had been abandoned by all.

Sources close to Vassallo say the mayor had repeatedly warned of problems with organised crime and some elements in the police, but that the authorities had done little or nothing to protect him.

“They left him on his own,” his brother Claudio told SkyTG24 television on Tuesday. “He asked the police for help and they gave him nothing.”

‘He who remains silent, is an accomplice’

The mayor of Pollica is the latest in a seemingly endless list of politicians, trade unionists and lawyers who have paid the ultimate price for their opposition to the mafia.

His murder, coming just months after a raft of highly-publicised arrests of mafia leaders, has served as a chilling reminder that organised crime in Italy’s beleaguered south is alive and kicking.

Roberto Saviano, author of the best-seller Gomorrah, which describes the inner workings of the Neapolitan mafia, says “the risk is that Angelo Vassallo should die just one day and be promptly forgotten”.

In an article published on Italian daily La Repubblica and titled “The scandal of democracy”, Saviano urged fellow Italians not to let the memory of the “fisherman-mayor” and of his sacrifice fade away.

“In a country where one dies for turning down a construction tender, or for barring a mafia-run business from building a road,” the acclaimed author said, “he who remains silent is an accomplice”.

Saviano has been living with a permanent police escort since the publication of Gomorrah in 2006 prompted the Neapolitan mafia to issue several death threats against him.

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