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IntoTheVenice: ‘Come voglio che sia il mio futuro’, un progetto speciale di Olmi e Zaccaro

“Le cose belle vengono quando meno te lo aspetti”. È una frase di antica saggezza popolare (da nonna, per intenderci), ma quanto mai vera. Ripiegando su una proiezione speciale, vista l’impossibilità di entrare nella Sala Grande del Festival per uno dei film più attesi, abbiamo scoperto per voi un piccolo gioiellino, un prodotto semplice ma intenso e significativo.
Come voglio che sia il mio futuro è un documentario di 70 minuti capace di commuovere e far riflettere. Si tratta di una serie di interviste realizzate in giro per tutta l’Italia, un quadretto vario e composito di bambini e ragazzi (i più grandi sono ventenni, i più piccoli sotto i dieci anni) che ci parlano dei loro progetti e delle loro fantasie riguardo a quel che sarà di loro o a quel che sperano che gli accada. Quasi nessuno di loro è superficiale. Qualcuno è pieno di dubbi, certo, ma molti sono maturi abbastanza da comprendere che il dubbio è sintomo d’intelligenza, e molti altri sono invece assai determinati e convinti delle loro asserzioni. Le risposte dei giovani intervistati sono spiazzanti e concrete: tutti quanti vogliono lavorare e sanno che le difficoltà del mondo moderno sono un ostacolo per i loro percorsi. Alcuni lavorano già. Non tutti vogliono studiare (“ci sono troppi avvocati e dottori, bisogna riscoprire i lavori manuali”), qualcuno invece è pronto a grandi sacrifici per farlo. I ragazzi vengono da situazioni geografiche e sociali molto diverse: chi vive in città parla in maniera molto differente da chi è cresciuto tra i boschi, così come chi ha una famiglia alle spalle si esprime in modo opposto rispetto a chi non ce l’ha o ne ha sofferto. Qualcuno è stato in prigione (“ho fatto delle cazzate”) ma vuole ricominciare da capo. Un ragazzo spiazza la platea affermando che vuole essere il padre che non ha mai avuto e così una diciannovenne neo-mamma che dichiara piangendo l’amore per la sua piccola, per la quale si augura solo che non soffra. Storie di vita, racconti brevi ma intrisi di sentimenti forti e contrastati, immagini che delicatamente scuotono gli spettatori dal torpore quotidiano. Colpendoli. E facendoli vibrare dentro. Perché il futuro di questi piccoli uomini e donne è anche il nostro futuro.

da Venezia, Roberta D’Andrea

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NICOLA - 18 ANNI - ASIAGO

Alessandro - Castel Guelfo (Bo)

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