La storia di un agrimensore che, lavorando nella cittadina di Wangen, in Boemia, conosce un prete “d’aspetto umilissimo e quasi miserabile”, tutto dedito alla sua parrocchia. La sua storia è quella di un giovane il cui fratello aveva molto successo nella vita mentre lui non sembrava riuscire in nulla. Innamorato castamente della figlia di una lavandaia, dopo la morte del fratello ed il fallimento della ditta che questi dirigeva prende l’abito. Diventato amico dell’agrimensore, gli affida il suo testamento. Alla sua morte, si apprende che il parroco ha lasciato i suoi risparmi e il ricavato delle sue modeste proprietà per costruire una scuola per il bene dei bambini della regione. Il poco che egli ha lasciato non risulta sufficiente per edificare la scuola, ma i benestanti del luogo e lo stesso agrimensore aggiungono quanto è necessario per realizzare il sogno del prete.

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This is the story of a land surveyor who, working in the town of Wangen, in Bohemia, meets a priest “who looks so humble that he’s almost miserable”, entirely dedicated to his parish. The priest’s brother was very successful in life while the priest himself never amounted to anything. Before he became a priest, he was unchastely in love with the daughter of a washer-woman when his brother died and the company they ran together went bankrupt. So he took the cloth. He becomes friends with the land surveyor and makes him the beneficiary of his will. After his death, it seems that the priest has left his savings and the earnings from his modest property to build a school for the benefit of the children of the region. The small amount that he left as his estate is insufficient to build the school, but the well-off families of the area and the land surveyor himself add the remaining sum necessary to make the priest’s dream come true.

Regia
MAURIZIO ZACCARO
Aiuto regista
PIERGIORGIO GAY
Soggetto
ERMANNO OLMI
Sceneggiatura
MAURIZIO ZACCARO
ERMANNO OLMI
Fotografia
PASQUALE RACHINI
Musica
ALESSIO VLAD
CLAUDIO CAPPONI
Interpreti
CHARLES DANCE
ALEKSANDER BARDINI
FABIO BUSSOTTI
KLARA NEROLDOVA
LADISLAV CHUDIK
MILOS KOPECKY
MIROSLAV DONUTIL
MIROSLAV KADIC
MIROSLAV KNOZ
RUDOLPH HRUSINSKY
STEVA MARSALEK
Costumi
SIMONETTA LEONCINI
Scene
CARLO SIMI
Montaggio
PAOLO COTTIGNOLA
MAURIZIO ZACCARO
Durata
103 minuti
Lunghezza
2820 mt
Prodotto da Roberto Cicutto, Mario Cecchi Gori

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Grolla d’Oro 1992 miglior sceneggiatura, Targa Anec miglior regia, premio Ciack d’oro migliori costumi, Premio San Fedele 1992/93 miglior film. Premio O.C.I.C. a Montreal, Festival des Films du Monde.

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Review Summary

Years after the fact, a surveyor tells a story to his friends over dinner about an experience he had while surveying a remote mountain site: The terrain there is forbidding, and a storm comes up, so the surveyor seeks shelter in the first place he can find it. This turns out to be the home of a poor, hard-working and very honest old priest. The surveyor shares a very spartan dinner with the welcoming old man, and the two strike up quite a bond of friendship. He discovers just one incongruity in this frugal setting: all the old man’s bedding is of the highest quality. Time passes, and during an illness, the priest explains that the unusually elegant bedding comes from his having grown up in a wealthy family which has long since grown bankrupt. As failings go, if that is what this is, it seems minor enough. Realizing that he is dying, the priest entrusts the surveyor with his will. Later, when the will is read, it comes out that the priest wanted all his savings to go to the building of a school for the poor children of the region. In fact, the priest didn’t have any monetary savings: his coin was of another kind. In an auction, the rich people of the area purchase each of the kindly priest’s belongings for quite large sums of money, thus endowing the school. This moving story is based on a well-loved novel by the Austrian author Adalbert Stifter. ~ Clarke Fountain, All Movie Guide

49ma Mostra Int. del Cinema di Venezia , Festival Int. di Montreal, Festival Int. di Goteborg, Festival di Annecy Grolla d’Oro 1992 miglior sceneggiatura, Targa Anec miglior regia, premio Ciack d’oro migliori costumi, Premio San Fedele 1992/93 miglior film. Premio O.C.I.C. a Montreal.

Kalkstein has been in competition at the 49th Venice Film Festival, the Montreal International Festival, the Goteborg International Festival and the Annecy International Festival; with this film, Zaccaro won the Grolla d’Oro 1992 award for best screenplay, the Targa Anec award for best director and the San Fedele Award for best film of 1993.

Attenzione: le fotografie qui riprodotte sono inedite e protette dalle leggi sul copyright internazionale.

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 CRITICA

“Questo lavoro di Maurizio Zaccaro è pieno di profonda spiritualità, ed offre motivo di meditazione, presentando la vita di un povero sacerdote dell’800, in una località inospitale, nella quale egli sa trovare ugualmente motivo di ammirazione per la varia bellezza del creato. Si tratta di un personaggio originale, e ricco di fine psicologia, che si rivela con pudore all’agrimensore stupido, ma subito interessato dalla particolare personalità del prete. Non una parola, nè una situazione, nè un personaggio della vicenda appaiono violenti o comunque malvagi, ma tutto è espresso con una tale sobrietà da evitare sia la leziosità che il tono patetico. L’episodio dell’incontro purissimo dell’adolescente con la mai dimenticata Johanna, da cui deriva poi nel sacerdote l’amore per i merletti e la bella biancheria, è trattato con molta finezza. Un film d’atmosfera, evocativo e non descrittivo: notevoli appaiono la scena della preghiera in canonica, prima della cena, e il silenzio dei due uomini, mentre infuria il temporale e la candela si consuma lentamente, e significativo è il furtivo gesto del parroco, che cerca sempre di nascondere i polsini di pizzo, sotto le maniche della povera giacca. Ricca di contenuti, e sicuramente influenzata dalla tematica di Olmi, quest’opera si avvale di una splendida fotografia e delle ottime interpretazioni di Charles Dance (l’agrimensore) e di Aleksander Bardini (il parroco).” (‘Segnalazioni cinematografiche’, vol. 114, 1992) “In questi nostri anni di crisi delle ideologie, il ritorno a una letteratura di cristallini sentimenti (non di sentimentalismo) e di amore per gli umili ha un suo indubbio significato. Certo, portare sullo schermo ‘Kalkstein’ (cioè ‘La pietra calcarea’) era impresa rischiosa. In questa novella accade molto poco, mentre ciò che conta è lo stato d’animo dei personaggi, il mondo in cui si cala la loro vita e il valore che essi le danno. (…) Il film ha il respiro lieve della novella di Stifter rielaborata cinematograficamente senza tradirla, e anzi facendone occasione per esprimere attraverso di essa l’intero mondo poetico e spirituale dello scrittore. Zaccaro conduce il film con rara delicatezza, attento alle piccole cose, ai piccoli gesti, e con la capacità di dare un’anima al paesaggio che non è mai soltanto scenografia, occasione decorativa, ma diventa anch’esso personaggio. In tempi di banalità televisiva o di effettistica spettacolarità cinematografica, film come quello di Zaccaro ci ricordano quanto il film possa essere poesia e aiutarci a ritrovare la giusta direzione del vivere.” (Ernesto G. Laura, ‘La Discussione’, 19 ottobre 1992)

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Recensione – Sentieri del cinema

Giunto in una valle boema a fare rilevamenti topografici per conto del governo austro-ungarico nella cittadina di Wangen, un agrimensore (Dance) fa amicizia con un saggio e modesto parroco di campagna (Bardini) “d’aspetto umilissimo e quasi miserabile”. L’anziano prete racconta all’altro la propria giovinezza, nella quale aveva un fratello con molto successo nella vita mentre lui non sembrava riuscire in nulla. Innamorato castamente della figlia di una lavandaia, dopo la morte del fratello ed il fallimento della ditta che questi dirigeva prende l’abito. Alla sua morte, avendo affidato il testamento all’amico agrimensore si apprende che il parroco ha lasciato i suoi risparmi e il ricavato delle sue modeste proprietà per costruire una scuola per il bene dei bambini della regione. Il poco che egli ha lasciato non risulta sufficiente per edificare la scuola, ma i benestanti del luogo e lo stesso agrimensore aggiungono quanto è necessario per realizzare il sogno del prete.

Dalla novella Kalkstein (1848) dell’austriaco Adalbert Stifter, adattata da Zaccaro con Ermanno Olmi, un film di elegante e intensa semplicità. Con questo suo secondo film il giovanissimo Zaccaro è riuscito a comunicare con delicatezza e trasparenza che per essere liberi occorre custodire nel modo giusto il proprio desiderio, la propria attrattiva per la bellezza. Lasciando tutto il resto. Potremmo anche ripetere con san Tommaso: “Dalla natura il terrore, dalla grazia l’audacia”

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    clicca sul titolo se vuoi leggere un estratto della sceneggiatura di Kalkstein – La valle di Pietra   

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ricordando Alexander Bardini
17 Novembre 1913, Lodz – Polonia
30 Luglio 1995, Varsavia -Polonia