MAURIZIO ZACCARO

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MAURIZIO ZACCARO

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2003 – AL DI LA’ DELLE FRONTIERE ( beyond borders) tv movie 2 puntate

15/02/2011 3 Commenti


La vera storia di Angela Ghiglino, una donna di ideali antifascisti che s’innamora follemente di un maggiore della Wehrmacht, per il quale abbandona la famiglia, rischia il linciaggio e sfida la morte pur di seguirlo al fronte.
Hans è un uomo colto e intelligente, appartenente alla borghesia intellettuale di Francoforte, spinto a fare il proprio dovere di soldato dal senso dell’onore e dal patriottismo, consapevole tuttavia dell’orrore e della tragica inutilità della guerra.
Questo amore impossibile, che metterà più volte in difficoltà Angela e Hans presso la rispettiva cerchia di amici e di commilitoni, non solo riesce a condurli ad una vita in comune nel dopoguerra, ma contribuisce anche ad evitare ulteriori sofferenze e distruzioni per Venezia e il suo entroterra negli ultimi giorni del conflitto.

Regia
MAURIZIO ZACCARO
Aiuto regista
ROBERTO TATTI
Soggetto e sceneggiatura
PAOLA PASCOLINI
MAURO CAPORICCIO
con la collaborazione di
MAURIZIO ZACCARO
cast
SABRINA FERILLI
JOHANNES BRANDRUP
HARY PRINZ
LEO GULLOTTA
LAZLO KISH
LINO CAPOLICCHIO
OLIVIA MAGNANI
MARIA GRAZIA BON
PIER GIORGIO BELLOCCHIO
FRANK BEHNKE
VALERIA D’OBICI
SERGIO GRAMMATICO
MADDALENA ZACCARO
Fotografia
GINO SGREVA
scenografia
LORENZO BARALDI
Costumi
LILIANA SOTIRA
Suono
ROBERTO PETROZZI
Montaggio
LILLI LOMBARDI
Musiche
FRANCO PIERSANTI
Organizzatore generale ANTONIO DE SIMONE GOLLUSCIO
Produzione
ANGELO RIZZOLI

Efebo d’Oro 2004 miglior regia, miglior attore protagonista. Efebo d’Argento 2004 a S. Ferilli. Premio Ennio Flaiano 2004 miglior attore protagonista.

Attenzione: le fotografie qui riprodotte sono inedite e protette dalle leggi sul copyright internazionale.

NOTA DI REGIA

Esistono fra le pieghe della Storia eventi minori, a volte privati, che ci sorprendono per il loro alto contenuto umano, per originalità, per la loro sconcertante attualità nonostante siano avvenute in tempi lontani. E’ il caso di “Al di là delle frontiere ” che Angelo Rizzoli ha rintracciato  nello sterminato archivio delle vicende che narrano gli ultimi mesi di guerra, in Italia. Fin dalla prima lettura della sceneggiatura di Paola Pascolini e Mauro Caporiccio sono stato catturato dalle potenzialità espressive del progetto, dallo straordinario impatto emotivo della narrazione e soprattutto dalla forza della sua protagonista, Angela Ghiglino.

Ma la molla più potente, quella che mi ha spinto a trasporre le parole in immagini è stata semplicemente Sabrina. Per molti anni ci siamo inseguiti con la speranza di poter lavorare ad un progetto comune ma purtroppo, per un motivo o per un altro, non era mai successo. Sapere quindi che ad interpretare Angela Ghiglino sarebbe stata lei mi ha dato una carica  particolare. Ogni giorno di ripresa è stato quindi, nonostante le mille difficoltà, un grande giorno. Sabrina una grande, infaticabile alleata. Insieme abbiamo costruito la nostra storia e l’abbiamo raccontata, inquadratura dopo inquadratura,  ciak dopo ciak, con il massimo rispetto possibile, con la cosapevolezza reciproca di sapere che il film al quale stavamo dando vita potesse in qualche modo diventare un prodotto non solo avvincente ma anche importante, per molti aspetti unico nel suo genere.

Una storia d’amore impossibile fra due nemici, in tempo di guerra.  L’amore che vince odio e devastazione. Amore come forza vitale, spinta di ricostruzione, fondamento di pace.

“Al di là delle Frontiere” è tutto qui. Una piccola metafora che, ieri come oggi, porta alla ribalta i sentimenti più puri di un irresistibile e al tempo stesso controversa attrazione che , sbocciando fra le macerie di un mondo in fiamme, contribuisce a suo modo a raggiungere  obbiettivi altrimenti  impossibili, tutt’altro che privati.

Maurizio Zaccaro

“Sono le atmosfere a segnare l’originalità del film in due puntate di Maurizio Zaccaro…Perchè per chi non é più giovane e ricorda quei giorni è stato un inopinato ritorno all’infanzia o alla giovinezza, un brivido amaro di ricordi e sensazioni che hanno ricondotto al passato…Il film descrive con autenticità di tocco, pur con le necessarie semplificazioni televisive, l’ultimo periodo della seconda guerra mondiale fra la Romagna e il Veneto…con puntuale ricostruzione scenografica e di costumi, fatte salve certe inesattezze di sceneggiatura (le preghiere in italiano, per esempio). E se la storia romantica della partigiana innamorata di un ufficiale tedesco domina la scena, gli autori sono riusciti nell’intento di rendere il dramma del tradimento che incrina lo slancio, nel delineare con semplicità il contrasto fra fedeltà all’ideale e fedeltà all’amore.” Mirella PoggialiniAvvenire, 5.05.2004

“…Ferilli è una farmacista, staffetta partigiana, sorella scappata sui monti con il fidanzato, che si innamora di un ufficiale tedesco. Le ragioni di un cuore diviso in due, l’affetto per un uomo che non si può amare, un “nemico”, e l’affetto per una famiglia, per una fede. La ragione familiare e la ragion di Stato. Naturalmente Ferilli è una donna, e la ragion di Stato saprà superarla. Peraltro anche lui, Johannes Brandrup. Grande promozione, grandi mezzi, belle figure femminili (la famiglia ferilliana), amore e guerra, formidabile accoppiata”.Alessandra ComazziLa Stampa, 4.05.2004

“Un melodramma. A tinte forti…Ma non è soltanto una storia d’amore, per quanto forte sia il racconto di un amore contrastato – dalle coscienze dei protagonisti prima ancora che dalla famiglia, dagli amici, dai camerati -: è l’atmosfera di un’epoca…con gli sfollati, con le bombe che svegliano di notte, con le feste dei nazisti, con la paura dei fascisti, con i morti per strada, con i posti di blocco…Un successo meritato: Al di là delle frontiere è una miniserie nata per la tv, con i ritmi della tv, con un’attenzione alla ricostruzione storica e insieme allo sviluppo della storia privata di un amore, in cui la Ferilli e Brandrup mettono la passione d’attore. E con loro tutti gli altri protagonisti, un coro di personaggi fortemente caratterizzati, che tratteggiano lo spirito di un’epoca…C’è molto pudore, in questo film, a tagliare di netto i buoni dai cattivi: al fascista ottuso ne corrisponde sempre un altro con umana pietas, alla paura di schierarsi di alcuni corrisponde il coraggio senza se e senza ma degli altri…” Silvia GaramboisL’Unità, 4.05.2004

“Una staffetta partigiana, Angela, e un maggiore tedesco, Hans, che si incontrano nel periodo successivo alla caduta di Mussolini…Una storia d’amore ad alto rischio, non solo per i diretti interessati… ma per la responsabilità di portare sul piccolo schermo un momento storico su cui sono in agguato facili revisionismi. Invece Oltre le frontiere, grazie alla regia di Maurizio Zaccaro ha saputo evitare la facile scorciatoia del fotoromanzo che dimentica la storia. La protagonista Angela (interpretata da Sabrina Ferilli) è il personaggio forte, con le sue idee salde e la condotta severa…La Ferilli si impegna e ci crede…aiutata da un cast di bravi attori, da realistiche scenografie, da una sceneggiatura non sempre all’altezza..In questo film prodotto da Angelo Rizzoli…italiani e tedeschi sono osservati e giudicati con l’occhio di chi, pur stando dalla parte giusta, non rinuncia alla pietà…Il bene e il male sono “oltre le frontiere” e non consentono di indulgere in facili stereotipi. Così anche la storia d’amore, che nella realtà si concluse con un matrimonio alla fine della guerra, può svilupparsi nei toni della sobrietà senza censurare il sentimento.” Norma rangeriIl manifesto, 4.05.2004

“Capita che alcune storie funzionino anche senza star, e succede anche il contrario. Ma stavolta esistono sia la qualità del racconto sia l’attrice. E Sabrina Ferilli, che non una ma diverse volta ha salvato la situazione, è finalmente stata protagonista di un film in regola, in un ruolo in regola che ha reso a regola d’arte. Perché Sabrina è così, non solo talentosa (dono di natura) e tecnica (questione di bravura), ma capace di mettere (e trasmettere) emozione e passione nei personaggi ai quali presta la faccia e l’anima. Infatti quasi 8 milioni sono stati incollati alla tv per guardarla su Raiuno in Al di là delle frontiere, film d’amore e di guerra…diretto con mano ferma e asciutta da Maurizio Zaccaro, e con un convincente Johannes Brandrup.” Mi. U.Il Messaggero, 4.05.2004

VIVA PER AMORE: LA SALVEZZA DI VENEZIA

La storia di Angela Ghignino, raccolta in “Al di là delle frontiere”

VENEZIA, venerdì, 2 marzo 2007 (ZENIT.org).- Erano gli anni bui della II Guerra Mondiale e precisamente, dell’occupazione nazista in Italia. Il Paese si era ormai arreso alle forze anglo-americane, ma dopo l’armistizio firmato l’8 settembre 1943, gli scontri tra i Tedeschi e la Resistenza italiana si intensificarono.

In questa tragica situazione, si inserisce l’incredibile storia d’amore tra una ragazza italiana e un maggiore tedesco. Storia, che porterà alla salvezza di Venezia.

Iniziò tutto in Liguria, quando Ninì – Angela Ghignino – venne arrestata dai nazisti per il suo appoggio ai partigiani che si opponevano tanto ai fascisti quanto agli invasori tedeschi. Catturata, evitò la prigionia diventando traduttrice per i membri della Wehrmacht, il reparto militare tedesco stanziato sul territorio ligure.

All’epoca, il comandante del reparto, era Hans Wiedemann: tra lui e Ninì ci fu subito un’ottima intesa che sfociò poi in amore.

Gli ideali di pace e giustizia che la ragazza condivideva con il Maggiore tedesco, spinsero i due ad impegnarsi nel tentativo di salvare Venezia dai bombardamenti nazisti, evitando alla città la sorte di Montecassino – rasa al suolo, ma dagli alleati-anglo americani – perché considerata un caposaldo tedesco.

L’occasione arrivò quando il comandante Wiedemann e i suoi uomini furono trasferiti proprio nelle zone intorno a Venezia.

Con l’appoggio di alcuni amici italiani, Ninì riuscì anche ad entrare in contatto con il CNL (il Comitato per la Liberazione Nazionale) mediando per una pacifica resa dei Tedeschi – con base tra Venezia e Chioggia – alle forze Inglesi che, avanzate, stanziavano nella stessa zona.

Dopo la resa, il comandante e i suoi uomini furono arrestati. Quasi due anni dopo, nel febbraio del 1945, il Vescovo di Chioggia e i vertici del CNL testimoniarono l’eccezionale condotta del Maggiore Wiedemann e il suo impegno per evitare la distruzione di Venezia. Wiedemann e Ninì poterono ricongiungersi.

I ricordi di quel lontano periodo sono stati fissati nelle pagine di “Al di là delle frontiere”, il libro autobiografico di Ninì, da cui alcuni anni fa la Rai ha tratto uno sceneggiato di successo.

Noi di ZENIT, siamo riusciti ad incontrare Angela Ghignino.

Signora, quando ci ripensa, si rende conto di quello che è riuscita a fare per il suo Paese?

Ghignino: No, non mi rendo conto di che cosa ho fatto, so solamente che il mio grande amore mi ha portato a fare del bene. L’ho fatto con il cuore ed è stato questo grande amore che mi ha spinto a tutto ciò.

Non ha mai avuto un momento di ripensamento nonostante l’amore per il Maggiore? Dopo tutto lei era Italiana…

Ghignino: Dentro di me c’era questo conflitto: io ero Italiana quindi – come simpatizzante dei partigiani – nemica dei Tedeschi. Ed Hans era un Tedesco. Questo conflitto, da quando incontrai Hans fino a quando imparai ad amarlo, non mi lasciava mai. Prima dell’arresto, io ero una staffetta partigiana, aiutavo mio fratello, mio cugino e mio cognato che si nascondevano sulle montagne. Io appartenevo lassù, io appartenevo a quelle montagne. Io appartenevo alla mia gente. E all’improvviso invece, mi trovavo a lavorare per i tedeschi. Accettai l’incarico di traduttrice perché sapevo che in un campo di lavoro sarei morta sicuramente. Non volevo morire.

E’ riuscita poi a superare questo conflitto?

Ghignino: Ci sono riuscita solo facendo del bene. Facendo tutto il bene che potevo al mio popolo, anche attraverso di lui. Mi facevo aiutare da lui anche se rischiavamo il campo di concentramento o addirittura la fucilazione. Però lo facevo e anche Hans lo faceva per amore verso di me. Mi aiutava in questa impresa, sempre: durante il periodo vissuto al fronte e poi a Venezia.

Ha detto di aver imparato ad amare Hans. Ha imparato ad amare un nemico…come è stato possibile?

Ghignino: Guardandolo dentro, guardando veramente chi fosse, i suoi valori, la sua umanità, quello che lui veramente era. Piano piano, in ogni atto, in ogni momento di bisogno trovavo sempre lui disposto ad aiutarmi, ad aiutare il mio popolo anche se lo combatteva. Hans era buono, dentro era grande, magnanimo. Solo questo mi ha fatto innamorare di lui.

Non tutti sono fortunati, o meglio, non tutti riescono a costruire ed alimentare un amore grande come quello che c’è stato tra lei e Hans…

Ghignino: Vero, e vedere questo mi fa male al cuore perché io sono stata tanto felice, perché l’amore mi ha dato la vita. Mi ha dato tutto. Sarei stata disposta anche a morire per questo amore. Non c’è niente di più grande dell’amore. L’amore porta la giustizia, l’amore porta tante cose buone…l’amore vero!

Adesso mi dà l’idea che ci sia tanta confusione nei sentimenti, un caos in cui io non mi riconosco perché io ricordo il mio amore che ancora vive dentro di me e resterà sempre. Ogni tanto vedo qualche giovane che però ci crede ancora all’amore e alla sua forza, e allora questo mi sembra l’inizio di una vita migliore…mi sembra, lo spero, lo voglio.

Il titolo del suo libro recita “Oltre le frontiere, storia di amore e di guerra.” Qualcuno ha polemizzato su quel “di guerra” visto che in realtà, hanno detto, si tratta di una storia d’amore e di pace.

Ghignino: Sono stata un anno e mezzo al fronte ed ho vissuto tanti eventi di guerra – non sono nemmeno tutti riportati altrimenti avrei dovuto scrivere un libro enorme -. Ho portato l’uniforme tedesca ed ero in prima linea con loro. Ecco perché “avvenimenti di guerra”.

La situazione politica internazionale di oggi, sembra orientata verso una frattura sempre più profonda e difficilmente recuperabile tra due mondi che pur non conoscendosi già si odiano. Cosa ne pensa?

Ghignino: Direi di cercare il modo di comprendersi ma anche di sopportarsi. Di iniziare a fare le cose migliori insieme perché la forza non vince. La forza non vince mai, distrugge solamente. La comprensione e l’amore possono rendere risolvibili le cose che sembrano senza via d’uscita.

Ha qualche rimpianto?

Ghignino: Si, lui. Perché non c’è più.

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